Ennio Rega Arrivederci Italia
2011 - Scaramuccia Music / Edel
Ennio Rega, salernitano, è uno di quegli artisti che, pur avendo affrontato il suo percorso artistico in maniera spontanea e originale, non ha fatto il botto, non è riuscito ad imporsi. Eppure lavori come Arrivederci Italia dovrebbero dargli la giusta considerazione da parte della critica e del pubblico. Ma lui continua il suo percorso e con il suo nuovo lavoro mette nuovamente in primo piano la sua idea di musica e il suo approccio alla forma canzone regalando un album sorprendente per lucidità e spessore. Al di là del titolo, in linea con i festeggiamenti nazionali, le canzoni – dai titoli atipici – sono piene, vigorose, divertenti e spesso è difficile paragonarlo ad altri colleghi cantautori per la sua poetica così personale e trasversale.
Le canzoni sono dinamiche, dal fraseggio jazz e una frenesia rapsodica che non ha paragoni. Un po’ Capossela, un po’ De Andrè, un po’ Paolo Conte. Comunque siamo di fronte ad un artista con tantissime idee e il suo concept album un po’ old style che rivolge la sua critica, per niente ammorbidita dalle bellissime melodie, al mondo dell’arte e del mercato musicale. Non si tratta, in ogni caso, di un album convenzionale: «Un disco non è un paio di scarpe, dovrebbe essere il centro della cultura di un paese, proprio come un libro», asserisce l’autore, ed è importante che questo concetto venga sempre ribadito soprattutto in un periodo politicamente povero come il nostro.
Ben vengano dischi come quello di Rega e canzoni che possano riportarci su una strada che stiamo per dimenticare, quel percorso che ci porta dritto alla nostra Atlantide.