
Marco Castelli Non riesco ad andare a letto presto
2015 - Panarecords
Fiati, contrabbasso, batteria, chitarrina jazz, piano ritmico, e una voce dalle venature scolpite dal fumo e dal whisky di un uomo che di sé dice Non riesco ad andare a letto presto: il titolo dell'ultimo lavoro di Castelli contiene appunto la filosofia di cui sopra, e presenta un caleidoscopio di impressioni, situazioni tragicomiche, dilemmi esistenziali, naufragi sentimentali, in cui forse l'arrangiamento dovrebbe svincolarsi dall'esempio dei maestri, ma che dimostra la capacità narrativa ed espressiva del cantautore.
In un pomeriggio uggiosamente lombardo, ascoltare tracce come Ri-conquistami o All you can eat regala una bella scarica di energia, ma, se il mood prevalente è quello del dolce lasciarsi cullare nella nostalgia, perfette sono le contiane Dieci minuti o Marlene, sorrette da una band egregia, oppure il brano che dà il titolo all'album, che fa capire come Castelli, nonostante sia anche un valido batterista nella Mamabluegrassband, lasci nascere la propria ispirazione al piano, per poi arricchire le sonorità con un tappeto coinvolgente. Ma la vera perla è Roba facile: un pezzo quasi perfetto, intenso e sincero; una strada appena accennata, che Castelli ha trovato e che difficilmente abbandonerà.