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live report
Andy White Welcome back to Como, Andy White!
Concerto del 27/02/2025
Il Nerolidio, il club comasco che sta proponendo musica di qualità di ogni genere, stasera ospita il graditissimo e atteso ritorno di un cantautore colto, originale, raffinato e immediato insieme: Andy White. Il musicista di Belfast, da tempo di casa in Australia, è in Italia per un breve tour di presentazione dei nuovi dischi Good Luck I Hope You Make It e AT, quest'ultimo pubblicato in collaborazione con l'artista neozelandese, ex Crowded House, Tim Finn.
Dopo un breve set dell'acerbo Alessandro Busana, che dovrebbe curare maggiormente canto e tecnica chitarristica, oltre che la propria scrittura, ecco White; largo cappello nero come il giubbotto con un grande pollice alzato sulla schiena, sorriso contagioso e cordiale, è evidentemente felice di tornare in zona, dopo gli splendidi concerti di anni fa allo storico All'unaetrentacinquecirca. E, per stabilire che direzione prenderà il concerto, e da che parte sta, eccolo attaccare subito Angel of Gaza, struggente inno antiwar, seguito da Religious Persuasion, scritta quasi quarant'anni fa per la sua Irlanda divisa da motivi religiosi, mentre ora, dice, "a nessuno importa di che religione sei!", lasciando che il pubblico tragga le debite conclusioni.
Il prolifico autore spazia lungo quarant'anni di percorso artistico e civile, raccontando le proprie storie col piglio dylaniano di un songwriter di razza, che gira il mondo armato di voce inossidabile, chitarra energica, armonica...e smartphone: infatti per qualche canzone collega l'apparecchio all'amplificatore, che emette una base preregistrata, su cui White imposta le proprie strofe stile rap, come le recenti The Revolution, o Password of the Beast, a riprova della sua capacità di stare al passo con le nuove tendenze, pur senza scendere a compromessi ideologici. Che il cantautore voglia che si sappia da che parte sta, è chiarissimo, e basta ascoltare i testi di canzoni come Very fine people, dedicata a una persona che non vuole nominare, un tale suprematista per cui scrisse la canzone nel 2017, quando questi venne eletto per la prima volta presidente degli USA, mentre White ammette che sperava che non sarebbe tornato alla ribalta; oppure come Speachless, un brano del 1992, ma che potrebbe essere scritto oggi, sulle vecchie e nuove povertà americane.
Il sorriso non abbandona mai comunque il viso del musicista, e si apre ulteriormente quando salgono sul palco la sorella Kathy e il figlio undicenne di lei, Isaac, per una dolcissima If You want it, cantata in coro dai tre e da tutto il pubblico, seguita dalla canzone dedicata alle Italian Girls on Mopeds, e da una lunga e trascinante James Joyce's Grave, conclusa da un omaggio agli U2 di I still haven't found what I'm looking for.
Ma è tempo di bis, e di un passaggio rapido tra passato e presente, con Vision of you (1986), Berlin 6 a.m. (suonata nel 1992 in occasione delle celebrazioni per la caduta del muro di Berlino), Book of Poems (2024) e Coz I'm free, del 2001. A testimoniare che, quando la continuità dell'ispirazione procede con la coerenza di chi ha le idee chiare, non possono che nascere bella musica e ottime parole.
Le prossime due date italiane: il 28 a Firenze al Circolo Progresso e il primo marzo a Ferrara, Ego Lounge. Da non perdere.