Mescalina:
Elliott, tu hai sempre vissuto su entrambi
i fronti, musica e scrittura …
Elliott Murphy: Sì, in realtà la musica è sempre stata la mia
passione principale, ma mi è sempre piaciuto darmi da fare con la scrittura.
Forse dovrei essere uno scrittore serio che si dedica al suo mestiere
ogni giorno, invece riesco a farlo solo con la chitarra …
Mescalina: Un
po' come due fiumi che sfociano nello stesso mare?
Elliott Murphy: Sì, esatto. Ma allo stesso tempo è anche qualcosa
che sorge da me e che scorre verso qualche altro posto … forse sfocia
tutto in un unico posto o forse proviene tutto da un unico posto, ma comunque
non so dove sia. Gli appunti che prendo a volte si trasformano in canzoni
e a volte in racconti, però in ogni caso credo che non sarei capace di
vivere senza … dico per davvero: la letteratura è la mia religione e il
rock'n'roll è la mia droga.
Mescalina: Beh, adesso che è un po' di tempo che vivi in Francia,
direi che oltre alla dipendenza hai dovuto affrontare anche l'esilio!
Elliott Murphy: Sì, sono un americano in esilio!
Mescalina:
Non è così male come sembra …
Elliott Murphy: No, non mi lamento, anzi mi ci trovo bene!
Mescalina: Comunque, se guardi alla tua carriera, c'è sempre della
storia che passa attraverso la tua musica, le tue canzoni e la tua scrittura
… e anche attraverso le tue scelte: non si può dire che stando in esilio
tu non sia in buona compagnia!
Elliott Murphy: Proprio così. È stato un po' come una profezia:
prima ho detto che non immaginavo tutto questo - cioè che sarebbe andata
finire così - ma è proprio quello che volevo!
Mescalina:
E anche il concerto di stasera è un altro pezzetto di storia per te, perché
conosci Graziano Romani ormai da così tanto tempo …
Elliott Murphy: Sì, è passato davvero un bel po' di tempo e ci
siamo tenuti in contatto in tutti questi anni …
Mescalina:
E stasera suonate di nuovo insieme, quindi la storia continua …
Elliott Murphy: Sì, perché Graziano è uno di quelli veri: ha una
grande voce e una grande passione per la sua musica che è riuscito a mantenere
dai tempi dei Rocking Chairs fino alla sua carriera solista e non mi stancherò
mai di ascoltare questo suono che c'è nella sua voce.
Mescalina: Nelle
tue canzoni invece io trovo sempre un interrogarsi sul tempo … penso a
"Green river", tra le ultime, quando canti di tre anelli …
Elliott Murphy: Adesso ne ho quattro!
Mescalina: Qual
è il quarto?
Elliott Murphy: Questo qua! (me lo indica)
Mescalina: …
"passato, presente e destino" (è un verso di "Green river", NDR) … quindi
questo rappresenta il futuro?
Elliott Murphy: Sì, ma sai, quando sei una persona creativa, in
un certo senso è difficile non vivere sempre nel passato, perché è come
se tu ci tornassi alla ricerca di un'ispirazione per le tue canzoni e
per la tua scrittura, per poi trasformare tutto in qualcosa di diverso,
ma allo stesso tempo non puoi continuare a ritornare … è strano: a volte
sono sul palco che canto "Last of the rock stars", che è la prima canzone
che ho registrato, e mi sembra un pezzo nuovo di zecca … il tempo … ma
che cos'è il tempo?
Mescalina:
Bella domanda, il tempo … forse si tratta solo del passato, del presente
e del futuro che scorrono insieme, senza distinzione …
Elliott Murphy: Mmmhh, non male come risposta … posso intervistarti?
Mescalina:
No, è il mio turno adesso! Come ti vedi quando ti guardi indietro?
Elliott Murphy: Fortunato, molto, molto fortunato. Ti dirò che
infatti la perseveranza è il mio più grande pregio e difetto. Sono ostinato,
non mollo mai e sono stato fortunato a trovare un pubblico qui in Europa
e anche una moglie e una famiglia …
Mescalina: E
invece cosa vedi quando guardi avanti?
Elliott Murphy: Ah! Quello che cerco di fare è concentrarmi sul
mio lavoro … credo di aver scritto più canzoni negli ultimi dieci anni
che in tutta la parte precedente della mia carriera. Sembra proprio che
in questo periodo stia scrivendo una quantità di canzoni come non ho mai
fatto prima; poi sto lavorando ad un nuovo libro, un romanzo che si svolge
a New York nei primi anni Ottanta, e sto registrando un album blues, che
dovrei finire nel giro di pochi giorni …
Mescalina:
Uscirà presto?
Elliott Murphy: Sì, dovrebbe uscire a settembre e chiamarsi "Murphy
gets muddy", sarà il mio primo disco blues … cerco solo di tenermi occupato,
di vivere il momento, di fare dei programmi per non stare mai fermo e
di darmi da fare con la chitarra ogni giorno …
Mescalina: Nelle
tue canzoni poi c'è sempre una fusione tra quello che è il tuo immaginario
e la realtà: da una parte ci sono personaggi che svolgono un ruolo simbolico,
come Picasso e Fellini, per esempio, e dall'altra c'è sempre qualcosa
ben radicato in quello che è il nostro tempo … come in "Ground zero" …
Elliott Murphy: Beh, questo credo sia perché io seguo la tradizione
dei trovatori e i trovatori cantavano spesso di ciò che veramente accadeva
nel loro tempo, erano gente vera … anche i folksinger hanno fatto lo stesso
e hanno fatto canzoni su Jesse James, sulle grandi alluvioni e sui disastri
minerari. Così per me è stato quasi naturale scrivere una canzone su Ground
Zero.
Mescalina: Ah, ecco Olivier … se non mi sbaglio, anche lui canta
su quella canzone … come vi siete incontrati?
Elliott Murphy: È stato attraverso un giornalista, un giornalista
rock … che è anche musicista e vive nella stessa città di Olivier, il
posto si chiama Le Havre, ed è un po' come Liverpool, ci sono dei buoni
musicisti rock lì … comunque io gli ho chiesto se aveva qualche chitarrista
da raccomandarmi e lui mi ha detto che conosceva questo Olivier Durand,
che secondo lui aveva un background simile al mio… ed era proprio così!
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