Bryan Singer

Fantascienza

Bryan Singer SUPERMAN RETURNS


2006 » RECENSIONE | Fantascienza
Con Kevin Spacey, Brandon Routh, Kate Bosworth, James Marsden, Frank Langella, Sam Huntington, Eva Marie Saint

di Calogero Messina
Si è un po' "rammollito" questo Superman! Al suo ritorno sul grande schermo - dopo numerosi anni di difficile gestione di progetti regolarmente affossati - il Supereroe d'Acciaio compare più vulnerabile ed umano che mai! Colpa (o merito?) di un regista "sensibile" come Bryan Singer ("I soliti Sospetti", "X- Men") e di uno script fortemente sbilanciato sull'aspetto privato ed intimo dell'eroe, "Superman Returns" segna il trionfo dell'Uomo - con tutte le sue paure, dubbi e tempesta di emozioni - sulla mitica figura dell'Eroe globale tutto d'un pezzo che dal lontano 1938 accompagna la fantasia di intere genrazioni. Le numerose scene romantiche che vedono il nostro SuperUomo soffrire d'amore per la bella e sposata Loris Lane ( e come dargli torto se a darle corpo è l'incantevole Kate Bosworth!), il conflitto d'Edipo che fa da sottotesto all'intera trama ed il pesante infierire sulla vulnerabilità fisica del nostro eroe (vedere Superman sdraiato su una lettiga d'ospedale è il crollo di tutte le nostre certezze!) sono la rilevante novità di una trasposizione cinematografica che sopratutto si lascia apprezzare per lo scampato pericolo di scivolare sull'insidioso terreno di una pellicola "baracconata" infarcita di effetti speciali a go-go. Che pure non mancano e ci lasciano continuamente sopresi per i continui progressi della tecnologia ma che però fanno da solo corollario ad una vicenda di sentimenti umani dove unicamente i cattivi e la loro sete di potere conservano quel tratto fumettistico che per brevi istanti ci fa scordare l'attualità ed il realismo di una malvagità incombente. E se Brandon Routh (un perfetto esordiente Superman) e Kevin Spacey (Lex Luthor) sono la faccia di una stessa medaglia - quanto il pri mo è ipnoticamente monolitico quanto il secondo è gigione e strabordante nella sua risaputa bravura - è nel volto indimenticabile e leggendario di Eva Marie Fronte del Porto Saint (la mamma di Clark Kent) che riscopriamo il fascino di un cinema "passato" che solo la passione e l'entusiasmo di un regista come Bryan Singer sanno far rivivere con vibrante intensità sul grande schermo. Il resto è un sacro (e quasi religioso) inno al valore ed alla forza dei legami familiari fonte imprenscindibile di saggezza umana ma anche a volte anello mancante (kriptonite pericolosa!) di rapporti irrisolti che inevitabilmente segnano la sconfitta dell'essere umano!